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Detenzione armi

Informazioni utili

Denuncia delle armi e delle munizioni
Chiunque, per qualunque ragione detiene armi o munizioni nel territorio dello Stato italiano, soggiace per legge, a due precisi obblighi: denuncia e custodia. La denuncia di detenzione delle armi e munizioni è obbligatoria ai sensi dell'art. 38, c 1 del Tulps (Testo unico leggi pubblica sicurezza), per cui "Chiunque detiene armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità deve farne immediata denuncia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi al comando dei carabinieri." La denuncia deve essere "immediata" (ossia effettuata entro 2 o 3 giorni), si presenta per iscritto presso le questure, i Commissariati di pubblica sicurezza o i carabinieri, utilizzando l'apposito modulo reperibile sia direttamente in detti uffici che come allegato nella presente pagina).
A seguito della esecuzione della normale denuncia è possibile detenere:
ARMI
Fino ad un massimo di 3 armi comuni da sparo
Fino ad un massimo di 6 armi sportive
Numero illimitato di fucili da caccia
MUNIZIONI
Fino ad un massimo di 200 pezzi per munizioni da pistola o da rivoltella
Per tutte le munizioni da caccia aventi caricamento diverso dai pallini
Per le munizioni caricate a pallini la denuncia non è obbligatoria fino ad un massimo di 1000 pezzi. Oltre tale limite occorre effettuarne denuncia. La detenzione di tale munizionamento non può comunque superare i 1.500 pezzi.
È possibile detenere legittimamente un numero maggiore di armi solo previo rilascio della licenza da collezione, da richiedersi in questura, che consente di detenere solo un esemplare per ogni modello di arma, senza però il relativo posizionamento.
L'omessa denuncia di detenzione delle armi o delle munizioni è reato grave, punito sia dal Codice Penale (art. 697, c 1, da 3 a 12 mesi di arresto ed ammenda fino a 371 Euro), sia dalle leggi speciali (art. 2 della legge n. 895/1967, reclusione da 1 a 8 anni e multa da Uro 206 a 1.549).
Detenere di armi e munizioni
La legge non impone la detenzione di armi e munizioni, regolarmente denunciate, nell'abitazione di residenza, pertanto esse possono legittimamente detenersi anche altrove, purché il luogo scelto possieda caratteristiche tali da garantire una custodia adeguata.
Le armi legittimante detenute non possono essere portate fuori del luogo di detenzione se non accompagnate da apposita licenza di porto d'arma in corso di validità, e il trasferimento da un luogo all'altro deve essere preventivamente autorizzato dall'Autorità di Pubblica Sicurezza.
Custodia delle armi
Ulteriore obbligo che la legge impone al detentore di un'arma è la sua custodia, che "deve essere assicurata con diligenza nell'interesse della sicurezza pubblica …" e "Chi esercita professionalmente attività in materia di armi o di esplosivi o è autorizzato alla raccolta o collezione di armi deve adottare e mantenere efficienti difese antifurto secondo le modalità prescritte dall'autorità di pubblica sicurezza" (art. 20, c 1, del Tupls).
L'inosservanza di tale obbligo, ossia l'omessa custodia, è sanzionabile penalmente dall'art. 20 bis del Tulps, che punisce le seguenti ipotesi:

Consegna di armi e munizioni a minori, persone anche parzialmente incapaci, tossicodipendenti e persone impedite al maneggio (c. 1 , arresto fino a due anni)
Mancata adozione delle necessarie cautele atte ad impedire che le suddette persone si impossessino agevolmente di armi e munizioni (c 2, arresto fino ad un anno oppure ammenda fino a 2 milioni delle vecchie lire).
Poiché l'obbligo di custodia imposto dalla legge, limitandosi alla diligenza, è più generico rispetto a quello che grava su chi raccoglie o colleziona armi, non è facile nella pratica stabilire in che cosa consista una diligente custodia dell'arma detenuta. È indispensabile pertanto rifarsi alle pronunce, in materia, della Corte di Cassazione, rese nei casi di volta in volta decisi. Ad esempio, la custodia è diligente nel caso in cui l'arma sia riposta in un armadio chiuso chiave e la chiave stessa sia nascosta in luogo noto solo al proprietario dell'arma (cfr: Cass. Pen., sez. I, n.10810/1995), oppure quando il fucile da caccia venga tenuto in casa sopra un armadio (cfr: Cass. Pen. Sez. I, n. 7154/2000 e n. 11930/2003).
Il livello di diligenza, poi, come è facilmente intuibile deve essere massimo in presenza di bambini che possano venire a contatto le armi detenute.
È stata infatti recentemente confermata la condanna per omessa custodia in un caso in cui le armi erano conservate in una parte della casa frequentata da tutti i familiari, bambini compresi, all'interno di un armadio con ante di vetro e chiave posta sullo stesso, poiché secondo i giudici per un bambino la vista di un'arma facilmente accessibile costituisce un'attrattiva irrefrenabile (cfr: Cass. Pen., n. 5435/2005).
Licenza di porto di fucile per uso caccia
E' una licenza che autorizza il titolare al porto di fucile per uso di caccia nei periodi di apertura della stagione venatoria.
La licenza di porto di fucile per uso caccia si rinnova alla scadenza del 6° anno; in tale periodo la licenza si rinnova automaticamente con il pagamento annuale della tassa di concessione governativa.
Rilascio della licenza per porto di fucile per uso caccia
La richiesta va effettuata tramite la compilazione di apposito modulo da presentare alla Questura o alla stazione dei Carabinieri territorialmente competente: la consegna può essere effettuata a mano, nel qual caso l'ufficio rilascia ricevuta o spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno. Alla richiesta è necessario allegare:

Due marche da bollo da Euro 14,62;
certificazione per l'idoneità psico-fisica, rilasciata dall'A.S.L. di residenza o, in alternativa dagli dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato;
una dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante l'abilitazione all'attività venatoria
la ricevuta dell'effettuato pagamento della tassa di concessioni governativa di Euro 168,00 più un'addizionale di Euro 5,16 (come previsto dall'art.24 della legge nr. 157 dell'11 febbraio 1992);
la ricevuta di pagamento della tassa di concessione regionale;
la ricevuta di pagamento di Euro 1,21 per il costo del libretto valido 6 anni, da pagarsi per il primo rilascio e alla scadenza dei sei anni;
due foto recenti, formato tessera, a capo scoperto e a mezzo busto;
la documentazione o autocertificazione relativa al servizio prestato nelle Forze Armate o nelle Forze di Polizia o in alternativa il certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato da una Sezione di Tiro a Segno Nazionale;
una dichiarazione sostitutiva in cui l'interessato attesti:
di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge;
le generalità delle persone conviventi;
di non essere stato riconosciuto obiettore di coscienza ai sensi della legge 8 luglio 1998 nr. 230.
Rinnovo della licenza per porto di fucile per uso caccia
La domanda di rinnovo, deve essere presentata prima della scadenza dei 6 anni di validità; per tale atto occorre produrre la seguente documentazione:

Due marche da bollo da Euro 14,62;
certificazione per l'idoneità psico-fisica, rilasciata dall'A.S.L. di residenza o, in alternativa dagli dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato;
la ricevuta dell'effettuato pagamento della tassa di concessioni governativa di Euro 168,00 più un'addizionale di Euro 5,16 (come previsto dall'art.24 della legge nr. 157 dell'11 febbraio 1992);
la ricevuta di pagamento della tassa di concessione regionale;
la ricevuta di pagamento di Euro 1,21 per il costo del libretto valido 6 anni, da pagarsi per il primo rilascio e alla scadenza dei sei anni;
due foto recenti, formato tessera, a capo scoperto e a mezzo busto;
una dichiarazione sostitutiva in cui l'interessato attesti:
di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge;
le generalità delle persone conviventi;

Esportazione temporanea di armi a scopo venatorio È una licenza rilasciata dalla Questura e/o dai Commissariati che autorizza il titolare della licenza di porto d'armi per uso caccia all'esportazione, per un massimo di tre armi e 200 cartucce, per uso venatorio.
La licenza ha validità di 90 giorni dalla data del rilascio ed è valida per un solo viaggio. Occorre presentare domanda in bollo e allegare:

copia del porto d'armi valido con attestazione di avvenuto pagamento della tassa di concessione governativa ed assicurazione venatoria;
copia della denuncia di possesso delle armi e delle munizioni che si intendono esportare;
certificato di residenza e stato di famiglia o autocertificazione;
una marca da bollo da euro 14,62
Denuncia di detenzione e di cessione di armi e munizioni
La denuncia deve essere presentata in vari casi:
quando si entra in possesso di armi e cartucce per acquisto personale o per eredità; quando si cedono a vario titolo armi e cartucce a terzi; quando si intende variare il luogo di detenzione delle armi e delle cartucce.
Armi
L'arma detenuta deve essere immediatamente denunciata alla Questura o al Commissariato di zona o alla stazione Carabinieri competente per territorio.
Munizioni
La denuncia delle munizioni è sempre obbligatoria per:
cartucce per pistola o rivoltella per munizioni per fucile da caccia aventi caricamento diverso dai pallini. per munizioni caricate a pallini se il numero di pezzi detenuto è compreso tra 1.000 e il numero massimo legalmente ammesso di 1.500 pezzi.
Carta europea d'arma da fuoco
La Carta europea estende la validità delle autorizzazioni concesse in Italia ai paesi della Comunità europea. Ciò consente di portare e trasportare, all'interno dei paesi della Comunità, le armi iscritte sulla carta sia per uso sportivo, che per uso venatorio. La Carta europea d'arma da fuoco viene rilasciata a chi sia già in possesso di licenza di porto di armi e la sua validità è legata a quella delle licenze o autorizzazioni cui si riferisce; non può comunque mai superare i cinque anni. I possessori della Carta, possono trasferire e trasportare le armi iscritte senza altra licenza o autorizzazione (autorizzazione al trasporto per uso sportivo, autorizzazione al trasferimento delle armi) ovviamente se in possesso delle autorizzazioni prescritte per l'esercizio dell'attività.
La richiesta per l'acquisizione della Carta europea va inoltrata al Questore, presentandola attraverso il Commissariato di zona, la Questura stessa, o attraverso la stazione dei Carabinieri competente per territorio, compilando il modulo a disposizione presso detti uffici..
Alla richiesta occorre allegare:

due marche da bollo da euro 14,62, da applicare sulla richiesta e sulla carta;
la dichiarazione sostitutiva valida attestante il possesso delle autorizzazioni come il porto o il trasporto nel territorio italiano delle armi comuni da sparo, oltre all'avvenuta denuncia di detenzione, o la documentazione rilasciata dagli organi competenti;
i dati identificativi delle armi, fino ad un massimo di dieci, che si intendono iscrivere sulla carta, indicando, per ognuna, tipo, marchio e modello, calibro e matricola;
la ricevuta di versamento di Euro 0,78 per il costo della carta (che è di Euro 1,96 per la versione in due lingue), richiedendo all'Ufficio territoriale competente gli estremi del conto corrente della corrispondente Tesoreria Provinciale dello Stato;
due foto recenti, formato tessera, a capo scoperto e a mezzo busto.

 
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